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Tennis Masters-Series di Monte-Carlo 2002
6° giornata: Sabato 20 Aprile
Servizio a cura di Riccardo Bisti:
Il protagonista
Dopo essere esploso nel 1997, conquistando a sorpresa la finale agli Australian Open, ed essersi consacrato nel 1998, dove vinse a Montecarlo, a Parigi ed ottenne la finale alle ATP Finals, fino a salire sul trono di n. 1 del mondo nel Marzo del 1999 con la finale raggiunta sul cemento di Indian Wells, lo spagnolo Carlos Moya sembrava essere definitivamente perso al tennis di vertice. Alcuni problemi fisici, un certo senso di appagamento ed uno spirito di sacrificio non proprio spiccato hanno tramutato la stagione 2000 dello spagnolo in un calvario. A quel punto nessuno avrebbe scommesso un centesimo di euro sulla rinascita tennistica di questo giocatore, che oramai aveva già ottenuto gloria e ricchezza. Invece il bel Carlos ha tenuto duro e con grande umiltà ha ripreso a vincere qualche partita. Le prime avvisaglie si sono viste agli Australian Open del 2001, dove ha sconfitto Rios ed Hewitt prima di giungere ai quarti di finale. Il prosieguo della stagione gli a restituito una classifica dignitosa, e in questo 2002 il 26enne iberico sembra essere tornato ai livelli di quattro anni fa: un torneo vinto ad Acapulco e la semifinale raggiunta all'Estoril la scorsa settimana avevano fatto capire che, almeno sulla terra rossa, Moya era tornato a ruggire. A Montecarlo Moya ha battuto uno dietro l'altro Hewitt, che non sarà uno specialista su questi campi ma che è pur sempre il n. 1 del mondo, lo svizzero Kratochvil, il suo amico Corretja, ed oggi ha giocato un grandissimo match contro Marat Safin, forse il tennista più potente del circuito. E' stato proprio Moya-Safin il match più interessante di questo venerdì monegasco: grandi giocate, risultato in bilico fino all'ultimo e grande entusiasmo del pubblico. Safin ha perso nettamente il primo set, sorpreso dalla condotta abbastanza aggressiva dell'avversario, salvo poi prendere adeguate contromisure ed aggiudicarsi il secondo set. Ma è stato il parziale decisivo a regalare spettacolo ed emozioni: si è deciso tutto solo al tie break, vinto dallo spagnolo per 7 punti a 4. Ma è stata la classica partita decisa davvero da pochi punti. Oggi ha prevalso lo spagnolo, ma entrambi si candidano come grandi protagonisti della stagione sul rosso che sta entrando nel vivo e che culminerà nel Roland Garros, vero campionato del mondo su terra battuta.
Gli altri match
Ferrero ha dimostrato ancora una volta di più di essere il favorito del torneo, e più in generale per tutti i grandi appuntamenti sul lento. Certo, l'assenza di Guga Kuerten lo sta favorendo parecchio, ed anche sotto il profilo mentale, ma giocare una palla a metà campo sul dritto di Mosquito significa automaticamente perdere il punto. Oggi a farne le spese non è stato uno qualsiasi, ma Tommy Haas, che proveniva da alcuni buoni match e che negli ottavi aveva destato ottima impressione contro Roddick. Il risultato finale (63 61) non lascia scampo ad attenuanti: Ferrero è stato superiore in ogni settore del gioco.
Grosjean conferma di essere uno che nei tornei importanti non tradisce; il 2001 è stato per lui un anno strepitoso: semifinale a Melbourne e a Parigi, vittorie contro giocatori importanti, e finale alla Masters Cup, oltre ad un importante contributo in Coppa Davis. Il 2002 è iniziato un po' a rilento per il francese, che in Australia non è riuscito a confermare i risultati dell'anno prima, facendo pensare ad alcuni che il francesino abbia "ballato" per una sola stagione. Ancora la Davis è intervenuta a restituirgli fiducia, ed il suo rendimento è tornato su buoni livelli. Qui a Monte-Carlo Grosjean è riuscito ad acciuffare una semifinale importantissima per la sua fiducia in vista dei prossimi appuntamenti dove dovrà difendere moltissimi punti. Nei quarti il francese non ha avuto troppi problemi per mettere sotto Albert Costa, che non ha più lo smalto di qualche anno fa, quando sul rosso era tranquillamente tra i primi 3/5. Grosjean senza strafare ha chiuso il match in due set, aiutato anche dal sostegno dei suoi numerosi connazionali che affollavano le metalliche tribune del centrale.
Nell'unico match di singolare non programmato sul campo principale Tim Henman ha continuato a stupire, centrando una per certi versi clamorosa semifinale, migliorando così i quarti che aveva raggiunto lo scorso anno. Quello che fa impressione è la grande tenuta fisica e mentale dimostrata dal 27enne inglese in questi giorni: ha giocato quattro partite, di cui tre risoltasi al set decisivo, ha dovuto giocare quattro tie break (vincendone due), ha affrontato giocatori tutti a modo loro insidiosi, eppure è ancora in gara. Henman negli anni passati aveva abituato a sconfitte dovute a scarsa tenuta, invece da quest'anno sembra veramente aver cambiato marcia e si propone come elemento da tener d'occhio ovunque giochi, in attesa di Wimbledon, che ormai per lui più che un sogno è un'ossessione. Ieri è stato bravo a sconfiggere Johansson, giocatore le cui caratteristiche tecniche meglio si adattano delle sue alla polvere di mattone, e lo ha fatto in rimonta, prevalendo al tie break decisivo, proprio come Moya.
Oggi: le semifinali
Alle 14 apriranno le danze Grosjean e Ferrero. Il favorito è ovviamente lo spagnolo, anche perché al momento attuale non si vedono giocatori con il quale Mosquito partirebbe sfavorito sulla terra. Ma Grosjean è giocatore intelligente, uno che sa leggere bene la partita e che potrebbe davvero dare del filo da torcere al 22enne iberico. Grosjean dovrà giocare palle molto profonde e variare continuamente il gioco, in modo da non dare ritmo a Ferrero e non metterlo in condizione di sparare il suo dritto-killer. Se il francese dovesse riuscire ad imbrigliare il gioco del suo avversario ci sarebbero davvero le premesse per assistere ad un bel match.
A seguire scenderanno in campo Moya ed Henman, entrambi reduci da dure battaglie nei turni precedenti. In questo match la chiave tattica sarà molto più semplice: Henman cercherà di prendere la rete non appena potrà, mentre Moya non dovrà commettere sbavature nei passanti e soprattutto dovrà cercare di tenere il più possibile lontano dalla rete il suo avversario, constringendolo a scambiare parecchio da fondo, nel territorio dove lo spagnolo è nettamente superiore. La sensazione è che più il match si prolungherà più Moya avrà possibilità di vincerlo, anche se in questi giorni Henman ha dimostrato una tempra da "fighter" che in passato raramente aveva messo in mostra. Però francamente mi stupirei se non pagasse dazio per le battaglie dei turni precedenti.
Forse non sarà il massimo sotto il profilo dello spettacolo,ma io vedo Ferrero-Moya come la finale più probabile.
I risultati di ieri
quarti di finale
J.C. Ferrero d. T. Haas 63 61
C. Moya d. M. Safin 61 26 76(4)
S. Grosjean d. A. Costa 64 62
T. Henman d. T. Johansson 26 64 76(4)
Riccardo Bisti
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