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Tennis Master-Series di Monte-Carlo 2003
Sabato 19 Aprile: ieri si sono giocati i quarti di finale.
Servizio a cura di Riccardo Bisti:
Peccato... Volandri non ce l'ha fatta!
Raggiungere i quarti di finale in torneo Master Series può essere qualcosa
di normale se ti chiami Hewitt o Agassi, ma se sei un ragazzo di 21 anni che
non ha ancora messo piede nei primi 100 del mondo (ancora per poche ore, secondo
le stime dell' ATP) si tratta di un risultato assolutamente straordinario. Una
volta tagliato un traguardo del genere si potrebbe essere assaliti da un senso
di appagamento che nello sport può essere molto pericoloso. Non è
stato però il caso di Filippo Volandri, che ieri è sceso in campo
sufficientemente convinto e motivato ad andare ulteriormente avanti nel torneo
di Monte Carlo, sicuro dei propri mezzi e delle proprie possibilità di
battere lo statunitense Vince Spadea, giocatore particolarmente "hot"
in questo periodo.
E, diciamoci la verità, ieri Volandri non ha nemmeno giocato malissimo,
ed anzi ha messo in mostra ulteriori progressi tecnici. Eppure come ci si può
spiegare un risultato così severo, ovvero 61 63 per l' americano con
padre calabrese?
Beh, il tennis è uno sport con dei meccanismi particolari, degli equilibri
sottilissimi che possono spezzarsi per un niente.
E ieri mattina è stato proprio così: difatti non si spiegherebbero
quei 5 games vinti consecutivamente da Spadea e che gli hanno permesso di vincere
il primo set con il punteggio di 61, sicuramente un punteggio che non ha rispecchiato
i reali valori visti in campo. Evidentemente a "Filo" è andato
male tutto in una volta quel che gli era andato bene nei turni precedenti. Nel
secondo parziale Volandri è andato subito sotto, ma ha avuto il merito
di tenere duro ed ha cercato in tutti i modi di far girare il match. Ma Spadea
è stato implacabile nei propri turni di battuta, nei quali non ha concesso
nemmeno le briciole al livornese, che alla fine ha finito col cedere ancora
una volta il servizio, e con esso set e partita.
Tutto sommato si può essere abbastanza soddisfatti di come Volandri ha
interpretato questa partita, persa semplicemente perché aveva di fronte
un avversario straordinariamente in palla. Ed ovviamente il nostro giocatore
lascia il Principato con un risultato di prestigio, una classifica ritoccata
fino a raggiungere il suo record personale, ma soprattutto molte certezze in
più, tra cui la convinzione di potersela giocare con tutti i migliori,
perlomeno sulla terra battuta. Ed è incoraggiante il suo atteggiamento:
non concererà tempo a festeggiamente vari ed è già partito
alla volta di Barcellona, dove giocherà le qualificazioni. Un bagno di
umiltà sicuramente salutare, dopo la sbornia di popolarità ottenuta
al Country Club. E già domani lo vedremo in campo contro lo spagnolo
Giner. Comunque bisogna dare atto a Spadea di star giocando un tennis incredibilmente
solido ed adeguato alla terra battuta (cosa non facile per un giocatore nato
tennisticamente sul cemento). Domani probabilmente la sua corsa finirà,
dovendo affrontare un ostacolo di nome Juan Carlos Ferrero, ma resta il fatto
che che Spadea si è rivelato un elemento di assoluta qualità che,
pur non avendo nulla trascendentale nel suo bagaglio tecnico, rspesso riesce
a tirare fuori il meglio dalle proprie risorse.
Gli altri
Ferrero ha dominato contro Martin in un match che si preannunciava più
equilibrato. In realtà i colpi di Mosquito sono troppo pesanti per la
pura regolarità del vincitore dell' Avvenire edizione 1994, il quale
non ha le armi tecniche per poter controbattere. Partita quindi segnata per
Martin, che ha ceduto con il severissimo punteggio di 60 62.
Altrettanto severo è stato il punteggio con cui Guillemro Coria si è
sbarazzato del suo connazionale Chela, conquistando la sua seconda semifinale
in carriera al torneo di Monte Carlo. Coria sta giocando un buonissimo tennis
ed è in gran forma anche sul piano fisico, percui il suo exploit non
sorprende più di tanto. Gran braccio, colpi solidi e intelligenza tattica:
sono queste le armi con cui l' argentino si propone di portarsi il più
avanti possibile in questo 2003 che lo sta già vedendo brillante protagonista.
Nel 2001 "El Mago" cedette a Gustavo Kuerten, mentre oggi il suo avversario
sarà Carlos Moya, che oggi ha battuto un buonissimo Boutter in quello
che è stato il miglior match della giornata. A dire il vero la partita
è stata fatta soprattutto dal francese, che ha preso moltissime iniziative
ed ha cercato di variare al massimo il suo tennis per non dare punti di riferimento
al suo avversario. In realtà è partito malissimo, confezionando
troppi errori gratuiti, e si è trovato in pochi minuti sotto 4-1 con
2 break di svantaggio. Ma da quel momento Boutter ha iniziato a sfoderare il
suo miglior tennis e, tra un colpo vincente e l' altro ha riagganciato un Moya
che non sapeva come fare, se non attendere un nuovo calo del suo avversario.
Questo è stato senza dubbio il miglior momento del match. Boutter è
salito 6-5 e, sul servizio di Moya ha anche avuto un set point. Sprecata questa
occasione il galletto si è disunito nel tie break (perso tra l' altro
con un pizzico di sfortuna) ed ha "sciolto" nel secondo set, dove
sfiducia e stanchezza hanno preso il sopravvento sull' entusiasmo. Boutter è
comunque uscito tra gli applausi del pubblico monegasco, e sarà sicuramente
soddisfatto della sua settimana, visto che è stato nettamente il miglior
francese del torneo.
Ma tant' è, oggi più che mai è possibile che si ripeta
la stessa finale dello scorso anno. Fino ad ora Ferrero e Moya hanno rispetto
il pronostico che li vedeva primo e secondo favorito del torneo, ed a questo
punto soltanto Spadea e Coria sono gli ostacoli che cercheranno di impedire
che anche quest' anno ci sia una finale tutta spagnola.
E oggi le semifinali...
Onestamente sembra difficile che Spadea possa trovare la chiave per scardinarei
meccanismi del tennis di Ferrero, che sembra lanciatissimo verso l' ennesimo
match-clou (e non dimentichiamoci che lo statunitense potrebbe anche subire
un certa sindrome da appagamento), mentre l' altra semifinale si preannuncia
più aperta, con Coria che parte leggermente sfavorito contro Moya ma
che ha alcune carte a disposizione per cercare di ribaltare, sul campo, le sensazioni
della vigilia.
L' ultimo precedente tra i 2 risale a meno di due mesi fa, quando Moya, in 3
set, si aggiudicò la finale del torneo di Buenos Aires. Ma Coria fu un
avversario durissimo per il bel Carlos, che dovette lottare fino all' ultimo
"quindici" per portarsi a casa la Copa AT & T. Insomma, partita
aperta e molto difficile da pronosticare. Si potrebbe ipotizzare una conclusione
al terzo set: di più francamente non mi sento di azzardare.
Quarti di finale
Ferrero (ESP) d. Martin (ESP) 60 62
Spadea (USA) d. Volandri (ITA) 61 63
Coria (ARG) d. Chela (ARG) 61 61
Moya (ESP) d. Boutter (FRA) 76 62
Riccardo Bisti
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