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Tennis Master-Series di Monte-Carlo 2004

Servizio a cura di Riccardo Bisti:

FINALE A SORPRESA TRA SCHUETTLER E CORIA

La storia del tennis è piena di “meteore”, ovvero quei personaggi che tengono un rendimento straordinario per una sola stagione o poco più salvo poi tornare nell’anonimato. Si tratta di giocatori privi di grande talento e che non hanno sufficiente qualità per inserirsi tra i più grandi, ma che azzeccano un periodo più o meno lungo in cui tutto gira per il verso giusto e in cui riescono a competere con i migliori. Casi di questo genere sono davvero molti, quindi mi limiterò a citare i più recenti: David Wheaton, Karel Novacek, Nicolas Lapentti e Jiri Novak.
Prima che iniziasse il torneo di Monte-Carlo si pensava che potesse rientrare in questa categoria anche il tedesco Ranier Schuettler. Curiosa la storia di questo giocatore: ha iniziato a farsi conoscere nel circuito nel 1998, e per 4-5 stagioni si è mantenuto su un livello di immediato rincalzo ai primi 10-15 giocatori del mondo, vincendo anche qualche torneo ATP e proponendosi come terzo incomodo nella lotta tra Tommy Haas e Nicolas Kiefer per la poltrona di numero 1 tedesco.
Poi, l’anno scorso, a quasi 27 anni, ecco che arriva la svolta. Finale agli Australian Open ed una serie impressionante di grandi risultati, spalmati su tutto l’ arco della stagione e su ogni superficie. Risultati che gli hanno permesso di chiudere l’anno tra i primi 10 del mondo e di partecipare al Master di fine anno, dove ha ceduto solo in semifinale ad Andre Agassi dopo tre set lottati.
Eppure attorno ai risultati del teutonico c’è sempre stato dello scetticismo. Perché? Semplicemente perché il suo tennis, dal punto di vista strettamente tecnico, non vale una posizione così alta nel ranking: Rainer sa fare più o meno bene tutti i colpi ma non eccede in nulla, ed anzi il suo gioco appare molto costruito e non brilla per solidità. Il suo segreto sono due gambe strepitose che gli permettono di raggiungere tutte le palle, anche le più impossibili.
“Prima o poi scoppierà” dicevano in molti. Ed in effetti i risultati di questo 2004 erano deludenti: una serie di eliminazioni al primo turno che sembravano dar ragione agli scettici. E le prospettive non erano le più incoraggianti: si avvicinava la stagione sulla terra rossa, la superficie meno amata dal buon Rainer.
“Ormai Schuettler non vince più una partita”, dicevano. Eccoli servizi: il tedesco è in finale.
Oggi a subire la ritrovata carica agonistica del tedesco (che domani compirà 28 anni) è stato Carlos Moya, che nulla ha potuto contro la grinta ed il coraggio dell’ avversario. Il primo set è stato molto equilibrato, con il tie-break che è risultato il momento-chiave dell’ intero match. Schuettler ha messo il naso davanti con un incredibile passante ed è rimasto in testa fino alla fine. E pensare che Moya veniva da 11 tie-break vinti consecutivamente…Nel secondo set il tedesco brekkava al terzo game e manteneva il vantaggio. E così Schuettler legittimava un ranking ATP che lo vede ancora al sesto posto, proprio davanti a Moya, zittendo i suoi detrattori. E per inserirlo tra le meteore c’è ancora tempo….

Domani Schuettler cercherà di coronare il suo piccolo capolavoro (ha battuto Kuerten, Hewitt e Moya, tutti giocatori che sono stati numero 1 del mondo) affrontando Guillermo Coria, che nella semifinale più attesa ha prevalso alla distanza contro Marat Safin. Prima di raccontare brevemente come si è sviluppato il match, esprimo questo parere: Coria ha le stimmate del campione. Solo un campione riesce a portare a casa delle partite tipo quella che l’ha visto impegnato oggi.
Il primo set è stato molto equilibrato, con Safin che ha sciupato l’ occasione di salire 3-1 per poi venire brekkato nel game successivo. Coria, con un’altissima percentuale di prime (74%), vinceva così il parziale usufruendo di ben 17 errori gratuiti del russo.
Ma nel secondo set la musica cambiava: Safin spostava in avanti di un paio di metri il baricentro del suo gioco e metteva in un angolino Coria destabilizzando il suo gioco con alcune discese a rete ed un gran servizio. E il set si chiudeva 6-1 con un ace. Davvero un grande Safin, quello del secondo set, che a tratti è sembrato ingiocabile.
Ma Coria ha avuto il merito di restare nel match, e sin dai primi scambi del set decisivo è parso chiaro che il “Mago” avesse qualcosa in più: già al quarto game Safin si è dovuto salvare da una situazione complicata, ma sul 4-3 Coria l’ argentino è riuscito a brekkare il russo, mettendolo in crisi con alcuni dropshots che ne hanno minato la sicurezza. Sul 5-3 e servizio il braccio di Willy non ha tremato, e così, dopo 1h e 51m di gioco, Coria poteva festeggiare la sua seconda finale consecutiva al Country Club. Tutti quelli che lo vedono giocare dicono: “Non mi ha impressionato più di tanto”, “Avrà fatto si e no 3 winners”, “Deve migliorare qui, deve migliorare là…”. Ma Guillermo continua a vincere un match dopo l’altro.
E domani cercherà di vincere il suo secondo TMS, dopo il trionfo dello scorso anno ad Amburgo.
L’argentino parte favorito in virtù della sua migliore attitudine ai campi rossi. I precedenti dicono 1-1. Sulla terra parigina, nel 2002, vinse Coria, mentre l’ anno scorso, alla Masters Cup, fu Schuettler ad imporsi.
L’ anno scorso la finale venne giocata sulla breve distanza (2 set su 3) per motivi “meteorologici”, mentre domani, salvo imprevisti, si giocherà 3 set su 5. Un'incognita in più per una finale che si annuncia già difficile da decifrare.
Non amo sbilanciarmi in pronostici, ma alla luce di quel che si è visto negli ultimi mesi ed in questo settimana, un’idea me la sono fatta. E l’idea è questa: Coria in 4 set.

SEMIFINALI
Guillermo Coria b. Marat Safin 64 16 63
Rainer Schuettler b. Carlos Moya 76(5) 64

Programma di domani
Court Central - 2:30PM
Finale singolare - (3)G Coria (ARGENTINA) vs (4)R Schuettler (GERMANY)
A seguire
Finale doppio (7)Etlis/Rodriguez vs Henman/Zimonjic

Riccardo Bisti

hernangumy@libero.it

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