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Tennis Masters Series di Monte-Carlo 2006
Servizio a cura di Riccardo Bisti:
MONACO, 20 APRILE 2006
VERO, MATURO, CORAGGIOSO: ECCO IL NUOVO MAGO
La prima cosa che Josè Higueras ha detto a Coria è stata: “In
partita devi solo pensare a divertirti. Il lavoro duro sarà in allenamento:
durante i match potrai, anzi dovrai liberarti”. Nessuno dubita delle doti
di coach del buon “Pepe”, ma della sua capacità di persuasione…Un
po’ si.
Basta guardare il suo pupillo in questi giorni monegaschi: lotta, corre, si
sbatte come un ossesso…Ma che si diverta non ci sembra proprio. Anzi.
Del match contro Mathieu abbiamo detto ieri, dimenticando un’ importante
postilla: sul 5-3 per lui al terzo, 30-40 servizio Mathieu, una palla del francese
è stata chiamata fuori, consegnando la vittoria a Coria. Lì è
stato grande il gesto dell’ argentino: ha restituito il punto a Mathieu
ed ha allungato lo psicodramma per un’ altra decina di minuti.
Spesso Coria è stato messo sotto accusa per il suo comportamento. Episodi
vecchi, come una squalifica per doping mai chiarita fino in fondo (“Da
allora bevo solo acqua minerale”, dichiara spiritato), e più recenti,
come il tentativo di rubacchiare punti ad Agassi (“Non sono due palle
che cambiano l’ esito di un incontro”), nonché i gestacci
rivolti ad Hewitt in Coppa Davis (“E’ stato lui a provocare, è
un antisportivo”). Insomma, un tipetto un po’ così. La nostra
sensazione è che, dietro lo smarrimento in cui è caduto, ci siano
motivi di ordine personale. Che si sia accorto di star diventando un uomo, e
voglia smettere di fare il ragazzino capriccioso? Questo abbiamo pensato dopo
le quasi 3 ore di Mercoledì.
Questo, tutto sommato, pensiamo ancora dopo le (ulteriori) quasi 3 ore di ieri
contro Kiefer, in un’ altra partita tesa e schizofrenica. Al di là
del furente tedesco, capace di infilare qualcosa come 68 errori gratuiti, e
di rendere ogni match una specie di disfida da Colosseo, di Coria è piaciuta
la smania di crederci, di non mollare, la convinzione di poter dire ancora la
propria.
Convinzione che nasce, giustamente, dal prendere atto dei suoi (enormi) problemi
e non dal rifiutarli, continuando a sbattere la testa contro il muro. Scelta
da uomo, quindi. Niente a che vedere con la piccola peste da troppi conosciuta.
Il nuovo Coria sa che l’ ambizione di diventare numero 1 è destinata
a restar tale, ma ha una nuova forza, più vera e più profonda.
Ci piace, chissà dove arriverà. Finora si limita a dire “Non
appena avrò progredito sul servizio, il mio livello salirà sensibilmente”.
Vero. Noi ci limitiamo a registrare i 23 doppi falli di oggi, ma la capacità
di restare nel match dopo un primo set buttato via, e vincere dopo uno 0-2 iniziale
nel set decisivo (condito da succose e divertenti polemiche) è roba forte,
credeteci. Nella riedizione della finale 2005, Coria troverà Nadal, oggi
passeggiante su Vliegen. La sensazione è che nessuno dei due sia ai livelli
dell’ anno scorso. Nadal di un 20-25%, L’ argentino di un buon 50.
L’ anno scorso vinse Nadal in quattro set. E’ vero che nello sport
la proprietà transitiva non esiste, però…Fate voi.
I FAVORITI AVANZANO: OCCHIO A FERRER
Chi invece sembra essere ancor più in palla dello scorso anno è proprio Federer, che anche ieri ha compresso in meno di un’ ora il proprio lavoro d’ ufficio. L’ evoluzione tattica del numero 1 sembra andare in direzione opposta a quella indicata da Tony Roche, ma tant’ è…Il Roger attuale sembra uno splendido animale da terra battuta. Sarà interessante vederlo contro le bestiacce ispaniche: domani saremo accontentati, visto che ad attenderlo c’ è il famelico Ferrer, uno dei giocatori più coraggiosi e volenterosi mai visti. Forse non eccelle in colpi, ma sa stare in campo come pochi. E i risultati lo dimostrano. Ne ha fatto le spese Ferrero, apparso brillante ma ormai stabilizzato in una posizione di immediato rincalzo ai primissimi. I colpi sono di nuovo incisivi, la condizione fisica c’ è, ma…Secondo noi a “Mosquito” manca solo una cosa: LA FAME. E quella mica la trovi tanto facilmente. Ultima osservazione: si pensava che, tornati sulla terra, bordate e risultati di Ljubicic si sgonfiassero. Per ora non è così, sentite scuse al grande Ljubo.
UN VENERDI’ DA FAVOLA
Non per far retorica, ma raramente mi è capitato di vedere un Venerdì
di quarti come quello di Monte Carlo. Uno più bello dell’ altro:
d’ altra parte abbiamo il Re, il Vassallo, 5 tra i terraioli più
forti in assoluto e uno come Ljubicic, che certo intruso non è.
Il match più atteso è sicuramente Federer-Ferrer. A Miami lo spagnolo
le ha prese di brutto, ma ci pare abbia la personalità per non dico vincere,
ma almeno costringere Federer a tirar fuori il 100%. E allora sarebbe spettacolo.
Di Nadal-Coria si è già detto, mentre è bene munirsi di
elmetto per la sparatoria Ljubicic-Gonzalez (quest’ ultimo furoreggiante
più che mai) e di pazienza per un Gaudio-Robredo che solo i superficiali
possono etichettare come “scontro tra pallettari”. Guardate il match,
poi ne riparliamo.
RISULTATI ODIERNI
(1)R Federer (SUI) d B Balleret (MON) 63 62
(2)R Nadal (ESP) d K Vliegen (BEL) 63 63
(15)T Robredo (ESP) d (3)D Nalbandian (ARG) 57 61 75
(4)I Ljubicic (CRO) d (WC)G Simon (FRA) 63 62
(6)G Coria (ARG) d (9)N Kiefer (GER) 67(5) 64 63
(7)G Gaudio (ARG) d (Q)A Di Mauro (ITA) 62 64
(8)D Ferrer (ESP) d (11)J Ferrero (ESP) 61 67(5) 63
(12)F Gonzalez (CHI) d R Soderling (SWE) 62 31 ret.
Riccardo Bisti
riccardobisti@montecarlo-online.net
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