Tennis Masters Series di Monte-Carlo 2008
Servizio a cura di Riccardo Bisti (TennisBest - www.tennisbest.com):
MONACO, 22 APRILE 2008
Italia si, Italia no
Una vittoria e una sconfitta per il tennis azzurro al torneo di Monte Carlo, ma c'è preoccupazione per la condizione fisica dei nostri: Volandri (che ha vinto) ha guai al ginocchio, Starace (che ha perso) soffre all'anca
Nella giornata che ha sancito l'ennesimo addio di Gustavo Kuerten, battuto in 52 (tristi) minuti da Ivan Ljubicic, il tennis italiano esce con un bottino di una vittoria e di una sconfitta ma con un pò di preoccupazione. Preoccupazione che nasce dagli acciacchi di Filippo Volandri e Potito Starace, gli italiani che si esprimono al meglio sulla terra battuta. E' partito così il Masters Series di Monte Carlo (2.270.000€, terra): “Filo” ha battuto senza problemi Nicolas Mahut, numero 43 del mondo ma che sulla terra non vale i primi 100, forse anche qualcosa meno. Due dati per rendere l'idea: la scorsa settimana il francese ha giocato al torneo dell'Estoril e ha perso 6-0 6-3 contro Frederico Gil, non esattamente un fulmine da guerra. Mahut fa parte di una razza, quella degli erbivori puri, ormai in via di estinzione. L'anno scorso ha raggiunti due finali ATP, al Queen's e a Newport. Roba da panda vero e proprio. E' quindi evidente che Mahut non poteva costituire un test troppo attendibile per Volandri, reduce da qualche settimana di stop a causa dei guai al ginocchio. “Oggi dovevo vincere” ha detto il numero 42 del mondo “E' stato meno facile del previsto, perchè nei giorni scorsi era brutto tempo e i campi si erano allentati. Oggi, con il sole, erano decisamente più rapidi e quindi più favorevoli a Mahut. Ad ogni modo sono stato bravo a gestire i momenti delicati nel secondo set”. Vero, anche se il francese gli ha dato una grossa mano infilando ben 43 errori non forzati. Un'infinità, in un match chiuso con il punteggio di 6-2 6-3. Il problema di Filippo sta nel ginocchio, con il 50% della cartilagine che gli è andato via “Venivo da questo problema, che purtroppo non ha grandi soluzioni se non tanta fisioterapia e ghiaccio sul ginocchio. Devo ringraziare il fisioterapista Guglielmo Amendola, che sta facendo un ottimo lavoro. Devo imparare a conviverci, anche perchè l'alternativa è operarsi per fare pulizia. Ma quella l'abbiamo tenuta proprio come ultima opzione”. Volandri ha tenuto un buon rendimento al servizio, tenendo discrete percentuali. Ma bisogna riconoscere che la pochezza di Mahut in risposta lo ha aiutato. Ben più probante, anche per valutare questo “nuovo” servizio (che ricorda quello di alcuni sudamericani, come Mariano Zabaleta e il meno noto Juan Antonio Marin), sarà il secondo turno in programma oggi (ultimo match sul centrale) contro Andy Murray, uscito vincitore dal match contro Feliciano Lopez. “Ci ho giocato tre volte: ho vinto a Roma, ci ho perso a Doha poi lui si è ritirato l'anno scorso ad Amburgo”. Per Filippo, che la settimana prossima andrà a Barcellona, sarà fondamentale incamerare qualche punto prima di Roma, in cui deve difendere la cambiale del 2007: la mitica semifinale dell'anno scorso, infatti, ho portato in dote 225 punti. Ottenere un buon risultato significherebbe presentarsi al Foro Italico un pò più sereni. Dopo aver sconfitto Flavio Cipolla nelle qualificazioni, Nicolas Lapentti si è guadagnato la fama di ammazza-italiani battendo anche Potito Starace dopo una lunghissima battaglia durata oltre 3 ore. L'ecuadoregno, che nel 1999 visse una stagione irripetibile, raggiungendo le semifinali all'Australian Open e qualificandosi per il Masters di fine anno (che allora si giocava ad Hannover), ma che adesso si trova a stento tra i primi 100 del mondo, si è imposto con il punteggio di 7-6 6-7 6-4. Pur giocando male (“Oggi sono stato un disastro”, ha poi ammesso il nostro giocatore), Potito avrebbe potuto vincere persino in due set, avendo servito sul 5-3 nel primo e sul 5-4 nel secondo. Si è sempre fatto risucchiare, ha portato a casa il secondo ma ha subito il break fatale nel settimo game del terzo. Anche “Poto” è vittima di un acciaccio. Più esattamente un problema all'anca. “E' lo stesso dolore che mi ha costretto al ritiro a Valencia. Ho iniziato ad avvertirlo all'inizio della scorsa settimana, e sono andato avanti ad antidolorofici. Oggi non mi faceva male, ma ho commesso troppi errori. Adesso tornerò ad Arezzo per curarmi, farò una risonanza magnetica poi si vedrà. L'idea è andare a Barcellona, dove devo difendere i quarti dello scorso anno. Ma sentirò cosa mi diranno i dottori. Eventualmente potrei anche rinunciare, vedremo”. Che sfiga, però.
Speranza Yankee
Sullo stesso campo dove esordì Nadal, Carlos Moya viene sorpreso da Sam Querrey, unico americano presente in tabellone. Presente a Monte Carlo al contrario di Roddick e Blake, il buon Sam aspetta il vincente di Seppi-Calleri
Il risultato a sorpresa, nel soleggiato lunedì del Principato, è arrivato lontano da occhi indiscreti, sul campo 2, lo stesso in cui 6 anni fa esordì in certo Rafael Nadal, che allora battè Karol Kucera. Se allora si capì che da lì a poco sarebbe nata una stella, può darsi che ieri abbia iniziato a spegnersi la carriera di un altro maiorchino, quel Carlos Moya che a Monte Carlo ha vinto nel 1998. Ieri è stato sorpreso dal gigante yankee Sam Querrey, unico rappresentante del tennis a stelle e strisce. Aiutato da un servizio devastante, l'americano si è imposto con il punteggio di 6-3 1-6 6-3. Perso tra terraioli europei e sudamericani, il buon Sam ha dato un pò di ossigeno ad un tennis, quello americano, storicamente allergico al torneo monegasco. Basti pensare che Andy Roddick e James Blake, migliori statunitensi in in classifica, non si sono neanche presentati. Blake ha preferito giocare a Houston (dove ha perso in finale dal semi carneade Marcel Granollers Pujol), mentre Roddick, dopo le imprese in Davis, si starà godendo la futura sposa Brooklyn Decker (date un'occhiata alla sezione “Photoshooting” del nostro sito...). Giocato sulla terra, superficie che gli yankee non hanno mai digerito, il torneo di Monte Carlo è collocato troppo in anticipo rispetto al Roland Garros, e difficilmente gli americani si sobbarcano la trasferta per poi restare un mese in Europa. Nell'Era Open non hanno mai vinto: l'unico ad andarci vicino è stato Jimmy Connors nel 1981, quando la sua finale contro Guillermo Vilas venne sospesa per pioggia sul 5-5 nel primo set e mai ripresa. Vedremo se Querrey saprà fare un miracolo, tipo quello compiuto da Vince Spadea nel 2003, quando si spinse in semifinale. Per lui ci sarà il vincente del match tra il nostro Andreas Seppi ed Agustin Calleri. Oggi, primo match sul centrale, esordirà l'altro azzurro in gara, Simone Bolelli, che dopo aver passato le qualificazioni sfiderà Juan Ignacio Chela.
Risultati di ieri:
Singles First Round / Simples - Premier Tour
J Tipsarevic (SRB) d [9] P Mathieu (FRA) 64 26 63
S Querrey (USA) d [10] C Moya (ESP) 63 16 63
[13] JC Ferrero (ESP) d M Llodra (FRA) 67(5) 61 61
[14] A Murray (GBR) d F Lopez (ESP) 76(5) 64
[16] P Kohlschreiber (GER) d J Acasuso (ARG) 76(4) 63
I Ljubicic (CRO) d (WC) G Kuerten (BRA) 61 62
F Volandri (ITA) d N Mahut (FRA) 62 63
R Soderling (SWE) d R Stepanek (CZE) 64 67(6) 63
G Monfils (FRA) d F Verdasco (ESP) 75 64
[WC] M Ancic (CRO) d [Q] I Minar 63 64
[Q] K Vliegen (BEL) d F Santoro (FRA) 76(4) 61
[Q] O Rochus (BEL) d T Haas (GER) 61 30 ret. (shoulder)
[Q] N Lapentti (ECU) d P Starace (ITA) 76(3) 67(2) 64
Riccardo Bisti
riccardobisti@montecarlo-online.net
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