Tennis Masters Series di Monte-Carlo 2008

Servizio a cura di Riccardo Bisti (TennisBest - www.tennisbest.com):

MONACO, 25 APRILE 2008

La sfida infinita

Roger Federer batte Monfils e trova David Nalbandian: sarà il 17esimo capitolo di una rivalità ormai decennale. E i bookmakers lo danno sfavorito. Tutto facile, nel frattempo, per Rafael Nadal e Novak Djokovic

Si preannuncia un mezzogiorno di fuoco per Roger Federer. Dopo aver patito le pene dell'inferno al primo turno, quando ha dovuto rimontare da 1-5 nel terzo set contro il peone Ruben Ramirez Hidalgo, il numero 1 del mondo ha giocato una partita relativamente tranquilla contro Gael Monfils, battuto con il punteggio di 6-3 6-4. Ma non c'è tempo per rilassarsi: nei quarti di finale del Masters Series di Monte Carlo (2.270.000€, terra), Federer troverà il giocatore che può essere considerato, forse anche più di Rafael Nadal, la sua bestia nera. Ci siamo capiti: il secondo match di giornata sarà il 17esimo episodio della saga Federer-Nalbandian. Come si è sviluppata è risaputo: l'argentino ha vinto i primi cinque scontri diretti, poi Federer ha esteso la sua dittatura anche nelle sfide contro “El Cordobes”. Lo ha battuto in otto dei successivi nove match, e secondo molti avrebbe vinto anche la finale del Masters 2005 se non l'avesse giocata con una caviglia in disordine. Quando l'incubo Nalbandian sembrava spazzato via, ecco la doccia fredda: l'argentino ha vinto gli ultimi due scontri diretti, giocati l'anno scorso ai Masters Series di Madrid e Parigi Bercy. Nalbandian è quindi l'avversario ideale per testare le reali condizioni dello svizzero. Se è stato in grado di batterlo anche nei momenti migliori, l'argentino diventa un test quasi decisivo in un momento di (vera? presunta?) difficoltà. Ad aumentare l'attesa per questo match è il modo in cui Nalbandian ha strangolato un lottatore come Tommy Robredo: 6-1 6-0, roba che di solito non gli riesce neanche contro i comprimari. Già, perchè a volte sembra che Nalbandian non sia contento se non si complica un pò la vita contro avversari meno quotati. Al cospetto di Robredo, uno che lo aveva battuto nell'ultimo scontro diretto (due anni fa, proprio a Montecarlo) ha offerto una versione extra-lusso di sè, conquistando il 92% dei punti con la prima di servizio e togliendo cinque volte il servizio all'avversario. Ma Federer come si presenta all'appuntamento? “Quello contro Monfils è stato un match duro ma positivo. Il dritto ha funzionato, e dopo quello che è successo ieri sono molto contento. Contro Ramirez Hidalgo avevo commesso troppi errori, ed è molto positivo aver reagito così”. Senza voler essere troppo severi con Federer, che comunque viene da sette vittorie consecutive, il Monfils in rodaggio di questi tempi era, paradossalmente, un test meno impegnativo rispetto al “pallettaro qualsiasi” trovato al primo turno. “Ad ogni modo ho analizzato tutto quello che è successo ieri: la cose buone, le cose cattive, la fine, come ho potuto girare il match...sono state 24 ore interessanti per me”. Il match contro Nalbandian fornirà allo svizzero, e al suo coach Josè Higueras, ulteriori spunti su come affrontare questo mese che separa dall'inizio del Roland Garros. Un'informazione importante è già arrivata dai bookmakers. Incredibile ma vero, per gli allibratori il favorito del match è Nalbandian (1.94 contro 2.06). Era dalla finale dello scorso Roland Garros contro Nadal che lo svizzero non partiva sfavorito. Non esistono statistiche, ma per trovare un match con Federer sfavorito al cospetto di un avversario diverso da Nadal, beh, secondo noi bisogna andare indietro di parecchi anni. Lo spagnolo, nel frattempo, macina gli avversari senza problemi: dopo Ancic, ha raccolto appena cinque giochi Juan Carlos Ferrero. Osservando il tabellone, diventa difficile immaginare qualcuno che possa anche solo impensierirlo. Forse Novak Djokovic, il cui cammino silenzioso è proseguito nell'ultimo match di giornata, quando ha spazzato via Andy Murray: “Sono molto, molto, molto felice di come ho giocato” ha detto il serbo, che ha portato a 19-4 il suo bilancio stagionale. “Ho fornito un'ottima prestazione, specie nel primo set. Sono stato paziente ed aggressivo allo stesso tempo”. Che il serbo abbia deciso di fare il terzo uomo anche sulla terra?


Born in the Usa

Una sola vittoria sulla terra rossa: era questo il palmares di Sam Querrey, unico americano in tabellone, prima del torneo di Monte Carlo. Se ne è infischiato, e a suon di botte vincenti è l'unico “intruso” nei quarti di finale

Una decina di giorni fa, durante Usa-Francia di Coppa Davis, Richard Gasquet si rifiutò di affrontare Andy Roddick sul sintetico indoor di Winstom Salem. “Non ho chance di vincere” era stata la giustificazione. Poteva anche essere vero. Ma a Monte Carlo, sulla terra amica, perdere contro Sam Querrey è intollerabile. Lo è per lui, e lo è per i francesi. Il 2-6 6-4 6-3 che ha regalato i quarti al gigante californiano rischia di lasciare strascichi pesanti nella già fragile psiche del francese. Eppure il primo set faceva già presagire a un bel quarto tra il 21enne di Beziers e Novak Djokovic. Invece Querrey ha continuato a macinare il suo gioco, fondato sui punti gratis del servizio ed un dritto via via sempre più incisivo. “Sono sorpreso di me”, ha poi detto il giustiziere di Carlos Moya e Andreas Seppi “Mi sono accorto che se riuscivo a tenere in campo la prima gli creavo problemi, specie quando il mio dritto ha iniziato a funzionare meglio”. E pensare che prima di Monte Carlo aveva giocato appena 7 partite sulla terra, vincendone una soltanto. “Probabilmente Richard mi ha un pò sottovalutato, in particolare dopo aver vinto così facilmente il primo set”. Il buon Sam ha improvvisamente scoperto di trovarsi a proprio agio sulla terra battuta: “Penso che questa superficie vada bene per il mio gioco. Il mio servizio continua ad essere incisivo, e la lentezza della superficie mi concede un pò di tempo in più per preparare i miei colpi”. Ineccepibile. E simpatico anche nel rispondere a chi gli chiedeva se avrebbe proposto agli altri giocatori americani di venire a Monte Carlo l'anno prossimo. “Si, lo farò” ha detto sorridendo “Ma non credo che mi ascolteranno”. Problemi loro: nel frattempo, grazie ai 125 punti già intascati nel Principato, si è già assicurato un posto tra i primi 40 del mondo. E contro Djokovic, se il servizio-bomba entrasse...

 

Riccardo Bisti

riccardobisti@montecarlo-online.net

 

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