Tennis Masters Series di Monte-Carlo 2008
Servizio a cura di Riccardo Bisti (TennisBest - www.tennisbest.com):
MONACO, 26 APRILE 2008
Montagna Russa
Prima era l'intruso tra i top ten, poi è diventato il capro espiatorio della faccenda scommesse, adesso è tornato ad essere “Mister Intensità”. Dopo aver vinto Miami, è in semifinale al Country Club di Monte Carlo
Nikolay Davydenko diventa, ogni giorno di più, un fenomeno da studiare. E' lui lo stakanovista del circuito, avendo giocato la bellezza di 29 tornei nelle ultime 52 settimane, e nel 2008 ha già giocato 33 incontri in meno di quattro mesi. Insieme ai Robredo e ai Ferrer era considerato il peggiore dei top-ten. E pensare che conserva la sua posizione da ormai tre anni. Il 6 giugno del 2005 volava in settima posizione grazie alla semifinale raggiunta al Roland Garros: da allora non è più uscito dall'elite. Già questo dovrebbe bastare per non considerarlo una meteora. Eppure è sempre stato considerato un comprimario: il meno bello, il meno interessante, il meno ricercato per le interviste. Poi, all'improvviso, è arrivata la popolarità. Ma non per un successo, bensì per un anonimo match al torneo di Sopot contro il modesto Martin Vassallo Arguello. Avanti di un set contro il numero 87 del mondo, gli scommettitori continuavano a puntare sull'avversario. Fino al ritiro di Kolya. “Guai ad un piede”, disse. Non l'avesse mai fatto. Lì è scoppiato il pandemonio scommesse, fino ad oggi sfociato solo nelle squalifiche ai giocatori italiani. Ma questa è un'altra storia. Da allora il povero Davydenko è stato preso di mira da chiunque: stampa, colleghi, addetti ai lavori. Persino dagli arbitri. A San Pietroburgo subì una multa (poi revocata) per “scarso impegno”, poi a Bercy il giudice di sedia Cedric Mourier arrivò a dirgli, durante un cambio di campo “Servi come me”. Dopo un tale bombardamento, si pensava che il 2008 sarebbe stato l'anno della resa per questo soldatino diventato professionista in Germania, quando per risparmiare dormiva in macchina e andava avanti a panini. Invece il russo si è costruito una corazza che gli ha permesso di continuare a giocare con relativa tranquillità. Accanto al fratello-coach Eduard e alla moglie Irina, ha deciso di farsi tutelare dall'avvocato Frank Immenga e da Ronnie Leitgeb, ex- giornalista, ex-allenatore di Muster e Gaudenzi ed ex-direttore del torneo di St. Polten. Grazie al loro aiuto, che peraltro sembra sia riuscita a scagionarlo dalla faccenda scommesse, il russo si è potuto concentrare esclusivamente sul suo tennis. Sui suoi colpi d'anticipo e un gioco basato esclusivamente sull'intensità, da “medianino senza estro”, come lo ha definito Stefano Semeraro. E così ha portato a casa due semifinali (Doha e Dubai) prima di prendersi la grande rivincità a Miami, quando ha vinto il secondo Masters Series in carriera. Nuovamente sereno, Davydenko ha raggiunto la finale all'Estoril, e si è qualificato per la prima volta in carriera per le semifinali del Masters Series di Monte Carlo (2.270.000€, terra). Dopo aver offerto qualche chance al nostro Bolelli, ed essersi salvato per un pelo contro Philipp Kohlschreiber, il russo è venuto fuori da quasi tre ore di battaglia contro il connazionale Igor Andreev, battuto 6-3 4-6 7-5 al termine di un match duro come sanno essere i derby, ma mediocre sul piano dello spettacolo. Tra l'uno e l'altro hanno messo insieme la bellezza di 117 errori gratuiti (63 Davydenko, 54 Andreev). A tratti sembrava che nessuno dei due volesse vincere: Andreev (il cui merito principale, secondo alcuni, è essere il fidanzato di Maria Kirilenko) si era portato avanti 3-1 nel terzo set. Risucchiato e scavalcato fino al 3-5, si era rifugiato sul 5-5. Poi, sul 6-5 per il suo avversario, è salito sul 40-0 ma si è poi infognato in una serie di errori gratuiti perdendo gioco, partita e incontro. Adesso per Davydenko si profila la semifinale contro il Re dell Terra, quel Rafael Nadal che dopo aver battuto il maratoneta Ferrer ha portato a 96 vittorie su 97 incontri il suo bilancio sulla terra rossa dall'aprile del 2005. La speranza di tutti è che il russo sappia ripetere il grandissimo match che giocò l'anno scorso a Roma, sempre in semifinale, quando perse al fotofinish.
Riccardo Bisti
riccardobisti@montecarlo-online.net
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