Tennis Masters Series di Monte-Carlo 2008
Servizio a cura di Riccardo Bisti (TennisBest - www.tennisbest.com):
MONACO, 27 APRILE 2008
Ritorno al passato
Terza finale consecutiva tra Roger Federer e Rafael Nadal, che in questi giorni hanno dato una sonora spallata ai loro inseguitori. Oggi Rafa va a caccia del quarto successo di fila sul campo centrale del Country Club
Sarà ancora una volta Federer-Nadal. Come nel 2006, come nel 2007 e come nell due ultime edizioni del Roland Garros. Ma se negli anni scorsi la finale tra i primi due giocatori del mondo era quasi scontata, questo Masters Series di Monte Carlo (2.270.000€, terra) partiva con premesse un pò diverse. Per Nadal, ma soprattutto per Federer, che si era presentato al Country Club con il solo titolo dell'Estoril, acciuffato in extremis la scorsa settimana dopo tre mesi di delusioni. E invece eccoli, puntuali all'appuntamento. Ci si aspettava molto dalle semifinali di ieri, in cui trovavano spazio i primi quattro giocatori del mondo (in barba all'ATP, che vede con fastidio il ruolo del torneo monegasco tra gli appuntamenti clou, al punto che per il 2009 gli ha concesso lo status di “Masters 1000” ...con asterisco, ove per asterisco si intende la non obbligatorietà di iscrizione per i top players). L'avversario di Nadal era Nikolay Davydenko, facile vincitore su Rafa nell'ultimo scontro diretto e interprete di una grande partita nella semifinale giocata l'anno scorso al Foro Italico. Ed era principalmente il pensiero di quel match ad alimentare le speranze di chi desiderava un match equilibrato. Molto concentrato, forse anche per le recenti memorie negative, lo spagnolo ha giocato una partita pressochè perfetta, e il 6-3 6-2 finale lo dimostra. Il punteggio, tuttavia, non rende giustizia al grande impegno del russo, che ha dato battaglia fino al penultimo game. Sotto 6-3 4-2, Kolya ha avuto alcune palle break che avrebbero potuto allungare la contesa. Una volta perse quelle, Davydenko ha “sbracato” solo nel game finale. Il russo ha pagato la cronica incapacità di trasformare le occasioni: ha strappato il servizio solo una volta a Nadal, ed è stato poco incisivo con il servizio: ha tenuto solo quattro turni di battuta su nove, e Nadal ha imperversato sulla sua seconda palla, portando a casa il 70% dei punti. “Ogni punto è una battaglia” ha poi detto Davydenko “Nadal è un avversario durissimo, fisicamente è al top”. Lo spagnolo, ancora indemoniato per un calendario che a suo dire penalizza la terra battuta, ha reso ancor più straordinari i suoi numeri sulla polvere di mattone. Imbattuto a Monte Carlo dal 2003 (quando perse da Coria), oggi andrà a caccia del quarto titolo consecutivo al Country Club, impresa riuscita soltanto al mitico campione australasiano Antony Wilding, vincitore tra il 1911 e il 1914. Sarebbe la prima volta nell'Era Open: Rafa ha già eguagliato il primato di Ilie Nastase, che fece sua Monte Carlo tra il 1971 e il 1973. Se non avesse perso la finale di Amburgo 2007, lo spagnolo avrebbe vinto gli ultimi 98 match giocati sulla terra battuta. Numeri straordinari, che vanno a fare il paio con quelli di Roger Federer, che ha usufruito del ritiro di Novak Djokovic in una partita che lo svizzero aveva abbondantemente sotto controllo. I primi giochi del match hanno esaltato il pubblico: colpi vincenti da tutte le parti, grande ritmo e grande spettacolo. Il “turning point” è arrivato nell'ottavo game del primo set: Federer ha rimontato da 40-15 e ha trovato il break che gli ha consegnato il primo set. Al termine del primo parziale Djokovic ha chiesto l'intervento del trainer per problemi alla gola, è rimasto in campo per qualche game ma era chiaro che non avrebbe concluso il match. Sul 6-3 3-2, difatti, il serbo ha alzato bandiera bianca e ha regalato agli appassionati del Country Club (tutto esaurito anche ieri, con i bagarini che hanno fatto affari d'oro) la terza finale consecutiva tra i primi due giocatori del mondo. “Da qualche giorno mi sveglio con un fastidioso mal di gola” ha poi detto Djokovic “Penso che non sia nulla di grave, ma quando giochi contro il numero 1 del mondo, sulla terra rossa, hai bisogno di molta energia. Io non avevo molta forza, allora ho preferito non prendere rischi ulteriori. Il medico del torneo ha detto che non era in grado di fare una diagnosi esatta. Mi farò visitare il prima possibile. Mi dispiace per il pubblico, ma d'altra parte la salute viene sempre prima di tutto”. Dopo i patemi dei primi turni, Federer sembra aver ritrovato la forma migliore. Lo stesso Nalbandian, battuto in tre set nei quarti di finale, ha ammesso di non averlo mai visto così bene sulla terra. Lo svizzero, in effetti, ha ritrovato regolarità nel gioco da fondo ed è tornato a fare male con il dritto, colpo che gli garantisce un buon numero di punti e gli risparmia corse e fatiche. Ed ha ritrovato il sorriso. “La semifinale di Rafa è durata oltre un'ora e mezza per un 6-3 6-2. Significa che contro di lui si ha sempre una chance” ha chiosato lo svizzero “In finale dovrò essere bravo a mettergli pressione e gestire al meglio i punti importanti. Sarà un match interessante: io devo studiare una tattica migliore rispetto alle finali degli anni scorsi, in cui giocai maluccio”. Comunque vada la finale, il torneo di Monte Carlo ha fornito un'importante avviso ai naviganti: il duopolio è tornato. O forse non era mai finito?
Riccardo Bisti
riccardobisti@montecarlo-online.net
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